Alice Traforti – Personal Relations, Intervista 2017

Alice Traforti intervista Maurizio Camposeo in occasione di Personal Relations – mostra internazionale itinerante di ritratti in miniatura.

L’intervista è stata pubblicata sulla piattaforma Questa Non É Arte il giorno 01 febbraio 2017.


Oltre le montagne e le nuvole: i cieli interiori di Maurizio Camposeo

Maurizio Camposeo nasce a Francavilla Fontana (BR) nel 1965 e si trasferisce in tenera età a Vicenza, dove ancora vive e lavora.

Figlio di un maestro d’arte, la sua esperienza artistica si snoda nella bottega della locale Stamperia d’arte Busato, dove approfondisce il disegno anche attraverso tecniche litografiche, di incisione e riproduzione delle opere di altri grandi maestri.

Nel 1986 inizia un percorso espositivo che mostra una sperimentazione continua di segni, stili e tecniche, fino al presente. A inizio millennio, l’incontro con l’alpinista Alberto Peruffo segna il passaggio da una figurazione realistica al fare della montagna il suo ambiente di ricerca primario, sostituito infine, nelle più recenti indagini, da ciò che vi è oltre: il cielo.

Alice Traforti: Maurizio: raccontaci chi sei e cosa fai con parole tue.

Maurizio Camposeo: Figlio D’Arte, come anche mio fratello Massimo. Siamo nati con il cavalletto in casa. Ognuno di noi ha seguito un proprio percorso artistico, molte volte in completo contrasto, ma sicuramente un gran vantaggio per la crescita. E in questi ultimi anni si è aggiunta la partecipazione di mia figlia Anna, che si sta laureando in scenografia e Architettura di scena all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Non manca niente!! I nostri pranzi familiari sono sempre molto accesi.

Io lavoro con passione in uno storico negozio di gastronomia da molti anni in centro città, a Vicenza.
Ho due figli ormai grandi di 19 e 22 anni, tutti e due all’Università.
Ho una moglie brava e paziente che ascolta tutte, o quasi, le mie idee futuristiche, eclettiche e visionarie, a volte facendomi ritornare alla realtà.

Da 30 anni lavoro in negozio, conosco fortunatamente molte persone, dico fortunatamente perché ho una vita amplificata ricca di storie e personaggi viaggiatori, da cui, se si è buoni ascoltatori, si ritrova una grande fonte di ispirazione per le proprie tele.

Artisticamente, ho sempre creduto nelle collaborazioni, specialmente con forme d’Arte diverse dalla mia, scultura, teatro ecc… incrociando visioni e concetti di vita da altri punti di vista.
Io dipingo sempre di sera nel mio salotto studio. Pensieri e storie della giornata passata vengono metabolizzati e poi liberati in grandi spazi.
Dove parcheggio la mia moto fuori dal negozio ci sono i solchi della quotidianità a cui sono molto legato, ma quando prendo in mano i pennelli perdo lo sguardo oltre i confini dentro e fuori di me.

Sono molto contento.

Alice Traforti: Nella tua pluridecennale esperienza, si può dire che il tuo interesse si sia rivolto a indagare anche le relazioni tra le persone, tra i paesaggi, tra l’uomo e lo spazio, tra gli ambienti più tangibili e quelli impalpabili dell’interiorità umana, in una sorta di connessione metafisica tra ciò che si vede e ciò che non si vede?
Guardando i tuoi quadri, ho pensato anche a De Chirico.

Maurizio Camposeo: Sicuramente De Chirico e Magritte sono i pittori che ho amato di più, ma ho sempre avuto curiosità e attenzione per tutti i pittori. Mi ricordo una frase di mio padre quando mi disse nei primi lavori “ricordati in arte non ci sono errori”. Forse per incoraggiarmi a non fermarmi a qualsiasi ostacolo che avrei trovato strada facendo.

Nel corso degli anni ho cercato di pulire, togliere, semplificare, dare qualità di visione, trasmettere tranquillità, profondità e oniricità, mi piace pensare di essere compositore di uno stato d’animo interiore libero dai meccanismi frenetici umani. Per me dipingere è un rincorrere quella sensazione, la continua ricerca del quadro che spiega tutto ciò in una tela. Sembrerebbe facile, ma non lo è.

Questa mia insoddisfazione mi spinge ad andare oltre, da quello che uno pensa a quello che uno riesce ad illustrare siamo distanti, ma secondo me, perlomeno, ho trovato un linguaggio personale… siamo sulla buona strada!!

Alice Traforti: Quali aspettative e progetti hai per il futuro?

Maurizio Camposeo: Mi aspetto di affermarmi e condividere il mio punto di vista nel grande mondo dell’Arte con più persone possibile, cercando di sensibilizzarle a quello che è stato fatto e che tanti stanno cercando di fare.

Progetti per il futuro? Concentrare le energie, lavoro, viaggiare in altri paesi, e non fermarmi ai muri dei circuiti dei galleristi, assessori ecc… con rispetto parlando.

Anita, 2016 – olio su tela, 15x10cm

Alice Traforti: Vuoi svelarci qualcosa di ciò che hai realizzato per Personal Relations?

Maurizio Camposeo: Per il quadro per Personal Relations, mi sono ispirato ad un ritratto di mia madre, dipinto dal vivo da mio papà nel 1980 credo, che possiede poche pennellate ma sicure, sintetiche e di grande effetto, che non ti stanchi mai di guardare ed ogni volta ti sembra di vedere qualcosa di nuovo… molto simile ai ritratti di De Chirico.

Per me andare a Londra sarebbe importante, perché portare un pezzo così è come portare uno sguardo di una persona altrove, dove vorresti che fosse presente per renderla felice; in ogni quadro trasmettiamo sempre qualcosa di quotidiano in chiave romantica, il fattore emotivo aggiunge sempre una marcia in più nell’esecuzione.

Alice Traforti: Personal Relations è un progetto che non solo vuole creare una mostra itinerante internazionale, ma vorrebbe incentivare lo scambio di esperienze reali tra artisti internazionali. Cosa ne pensi?

Maurizio Camposeo: Penso che sia un ottimo progetto, ben organizzato, e secondo me il primo nel suo genere.

Ho sempre creduto che sia molto formativo confrontarsi, vivere esperienze diverse.

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